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Parole per ascoltare la Parola

Se dunque Dio ha dato a loro lo stesso dono che ha dato a noi, per aver creduto nel Signore Gesù Cristo, chi ero io per porre impedimento a Dio?

Riconoscere i doni di Dio (negli altri!) è la metodologia di discernimento più convincente e inconfutabile che si possa immaginare.
dL

«Sei forse anche tu della Galilea? Studia, e vedrai che dalla Galilea non sorge profeta!».
«Voi sapete che a un Giudeo non è lecito aver contatti o recarsi da stranieri; ma Dio mi ha mostrato che non si deve chiamare profano o impuro nessun uomo».

“Piccola” differenza tra le due citazioni?! È l’opera dello Spirito del risorto! All’opera anche oggi.
dL

E ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare. Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore.

Ascoltando la sua voce non possiamo che diventare un solo gregge! (dove c’è divisione è perché non l’abbiamo ascoltata)
dL

Fratelli, non può l’occhio dire alla mano: «Non ho bisogno di te»; oppure la testa ai piedi: «Non ho bisogno di voi». Anzi proprio le membra del corpo che sembrano più deboli sono le più necessarie…

Elogio della debolezza. Sì abbiamo proprio bisogno dei più deboli!
dL

Datevi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la vita eterna e che il Figlio dell’uomo vi darà.

Si potrebbe anche non imparare niente… ma la pandemia potrebbe insegnarci che ci diamo troppo da fare per un cibo che non dura. Poi c’è il passo successivo: credere che Gesù davvero ce ne dà uno che rimane per la vita eterna!
dL

Era ormai buio e Gesù non li aveva ancora raggiunti; il mare era agitato, perché soffiava un forte vento.

Buio, mare agitato, forte vento… ci sono situazioni nella vita in cui sentiamo “il diritto” di aver paura. E invece no! «Sono io, non abbiate paura!» Se credi in Gesù la paura non ha nessun diritto!
dL