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Parole per ascoltare la Parola

Desidero che sappiate, fratelli, come le mie vicende si siano volte piuttosto per il progresso del Vangelo, al punto che, in tutto il palazzo del pretorio e dovunque, si sa che io sono prigioniero per Cristo.

Si sente che è una parola sincera: Paolo è veramente contento che anche la sua prigionia stia contribuendo alla diffusione del vangelo. Invidiabile modo di vivere!
dL

Gli dissero allora: «Che cosa dobbiamo compiere per fare le opere di Dio?». Gesù rispose loro: «Questa è l’opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato».

Quando ci preoccupiamo delle cose che dobbiamo fare, la risposta di Gesù sarà sempre questa: l’importante è credere.
dL

Se infatti questo piano o quest’opera fosse di origine umana, verrebbe distrutta; ma, se viene da Dio, non riuscirete a distruggerli. Non vi accada di trovarvi addirittura a combattere contro Dio!

La saggezza di Gamaliele non fa una piega. Il problema è proprio questo, perché quando ci mettiamo a combattere chi non la pensa come noi… pensiamo di avere Dio dalla nostra parte!
dL

In verità, in verità io vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha la vita eterna e non va incontro al giudizio, ma è passato dalla morte alla vita.

Potremmo quasi dire che l'”ossessione” di Gesù è darci vita! E varrebbe la pena di allargare (veramente tanto!) il nostro concetto di vita…
dL

Io infatti non mi vergogno del Vangelo, perché è potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede.

Imparare a memoria e ripetere cento volte al giorno… magari poi ci crediamo davvero anche noi!
dL

Se noi abbiamo avuto speranza in Cristo soltanto per questa vita, siamo da commiserare più di tutti gli uomini. Ora, invece, Cristo è risorto dai morti, primizia di coloro che sono morti.

A volte sembra scontato. A volte sembra improponibile parlare oggi di risurrezione dai morti. Saremmo da commiserare…
dL

Fino a questo momento soffriamo la fame, la sete, la nudità, veniamo percossi, andiamo vagando di luogo in luogo, ci affatichiamo lavorando con le nostre mani. Insultati, benediciamo; perseguitati, sopportiamo; calunniati, confortiamo; siamo diventati come la spazzatura del mondo, il rifiuto di tutti, fino ad oggi.

Sarà anche il genere letterario di Paolo, ma resta vero che quando si possono dire cose del genere si inizia ad essere credibili. Diversamente… molto meno!
dL