“Ali”

Via Crucis

Tutti i venerdì di Quaresima al posto della Messa facciamo la Via Crucis. I ragazzi hanno anche la simpatica occasione del video alle 7.07.
Ma di che si tratta?
Si tratta prima di tutto di dire la verità (anche ai ragazzi!): la vita non è tutta un successo e nemmeno un susseguirsi di miglioramenti. Il male ci affligge. E spesso pesantemente.
Ma si tratta anche di professare la fede cristiana e proclamare la buona notizia (il vangelo): il Signore è vivo! Il Signore è Gesù! Il male e la morte non sono signori di nulla!
C’è un particolare: per arrivare alla Vita occorre saper percorrere la Via della croce, non evitarla!
dL

Se hai un amico

Se qualcuno di voi ha un amico e va da lui a mezzanotte a dirgli: “Amico, prestami tre pani, perché un mio amico è arrivato da un viaggio e non ho niente da offrirgli”. E se l’altro rispondendogli da dentro gli dice: “Non mi scocciare; ormai la porta è già stata chiusa, e i miei figli sono con me nel letto, non posso alzarmi a darteli”. Io vi dico: se anche non glieli darà alzandosi perché è suo amico, a causa della sua insistenza alzatosi gli darà tutto ciò di cui ha bisogno». (Lc 11,5-8)

«Se qualcuno ha un amico»: la preghiera è prima di tutto avere un amico, cioè avere con Dio un rapporto declinato con le parole dell’amore. Pregare è come voler bene.
Prima dell’atto di pregare deve chiarirsi la nostra immagine di Dio; l’urgenza iniziale, la prima condizione per pregare evangelicamente è ridipingere la nostra personale icona di Dio.
Dio ha cento nomi. Novantanove li conosciamo, sono scritti nei libri sacri, ma il centesimo nome di Dio è quello del segreto del cuore, quello che solo io gli do, è il mio sapore di Dio.
Qual è la prova che il mio legame con Dio è amicale?
L’amicizia è certa quando matura il frutto della gioia. La garanzia dell’amicizia è la gioia.
E Dio mi dà gioia? Oppure mi dà serietà, impegno, spiegazioni, profondità, senso…? Cose necessarie, tutte molto buone: ma mi dà gioia?
Capisce la preghiera chi capisce l’amicizia. All’amico non chiedi cose, se non eccezionalmente; chiedi invece tempo, il sognare insieme, lo scambio di gioia, il conforto dell’affetto.
Tre verbi tracciano la prima mappa, la prima architettura della preghiera: avere, andare, dire.
Tre verbi che indicano tre movimenti precisi: una relazione, uno spostamento, che è uscire da sé e andare verso l’altro, una comunicazione.
Cuore, movimento, parola.
All’inizio è posto un gioioso legame amicale io-tu; si tratta poi di andare verso il tu, spostando l’asse, uscendo dall’io come centro del mondo; infine di rivolgere la parola, di creare relazione, di annodare il dialogo, di non restare nel godimento passivo e narcisistico: ho un amico!
In principio non c’è la preghiera, in principio c’è la vita.
Gli amici sono tre, ora, ed è questa circolazione di amicizia la cosa commovente della parabola. Si esce dalla relazione duale, funzionale forse, di due amici gratificati, per entrare in una relazione plurale.
Non ci sono due amori diversi, quello di Dio e quello tra umani.
I Padri della Chiesa d’Oriente definivano la vita della Trinità una «pericoresi», una circolazione di amore e di amicizia, una itinerante amicizia.
Questa pericoresi divina è adombrata nella nostra parabola dalla pericoresi amicale, dallo scambio di pane e letizia.
Vivere è fare di tutto ciò che ho un sacramento di comunione.
Il verbo principale della parabola è dare.
«Se non gli darà il pane per amicizia, glielo darà per la sua sfrontatezza», per la sua mancanza di paura, di timore, di vergogna.
Glielo darà perché il suo amico si è liberato dalla paura, perché è un uomo libero, perché «l’amore scaccia il timore» (1Gv 4,18).
Così noi davanti a Dio non dobbiamo temere di essere importuni o sfrontati, ma dobbiamo portare nella preghiera un pizzico di follia, di eccesso, di dismisura insieme con la libertà. Non è importante l’oggetto della richiesta, ma se domandi con fede.
L’aria che respira la preghiera è la fiducia. Che è poi l’altro nome della fede.
La preghiera nasce dalla fiducia e a sua volta crea fiducia.
Sorgente della preghiera è sempre la passione di unirsi che si esprime concretamente in bisogni o desideri.
Nel tema di Rebecca era l’acqua, nel tema dell’amico è il pane: entrambi indicano la stessa sete e fame.
E se leggendo di Dio come amico, anche solo per un istante hai sentito di voler bene a questo Dio, allora hai pregato…
Ermes Ronchi “Dieci cammelli inginocchiati” (Paoline)

Goditi almeno un sabato “Con Te”!
Tempo di preghiera “gratis” in Via degli Elemosinieri 8

Gruppo Nicodemo

LUNEDì 18 MARZO GITA DUOMO di MONZA e Santuario di SARONNO
Partenza 8.30 Pranzo speciale a PizzAut
Iscrizione € 40 entro sabato 16

LUNEDì 25 MARZO ore 10.30 a SMB
LA NOSTRA “SETTIMANA AUTENTICA”
Relatrice: Chicca Sacchetti
Per il pranzo € 15 entro sabato 23

Parola in coro

Mercoledì 19.00 – 19.45
in chiesa a San Gabriele

Venerdì ore 7.07 Ci parla la croce!

youtube.com/c/beltradegabriele

Easy!

Spezzando il pane nelle case, prendevano cibo con letizia e semplicità di cuore…  (At 2, 46-47)

Oggi 14 famiglie. Provaci anche tu! Scopri i tuoi fratelli!

Manda un messaggio al 3477738981 e domenica prossima pranzerai “in letizia e semplicità di cuore”

-> Scarica Ali_237_03-03-2024.pdf