“Ali”

Il pozzo è profondo!

La Samaritana lo dice a Gesù… ma Gesù le fa capire che se guarda nel profondo della sua vita scopre una sorgente d’acqua che zampilla per la vita eterna.
È vero anche per noi!
Ci sono difficoltà che non possiamo superare, ma abbiamo immense risorse di vita! La preghiera è certamente la possibilità concreta che abbiamo per rimetterci in contatto con la sorgente della Vita!
Non perdiamo le tante occasioni che ci siamo dati in Quaresima, compresa… la sorpresa del venerdì mattina per i ragazzi! Ricordo almeno la preghiera di tutti i giorni (con il libretto), Parola in coro a SGA mercoledì alle 19 e i ritiri del sabato mattina.
dL

Venerdì ore 7.07 Ci parla la croce!

Sono famose “le sette parole” che Gesù dice, ma… cosa ci dice?
Ogni venerdì incontriamo una situazione di dolore oltre la quale si può intravvedere la via della Vita.
Ascoltiamo insieme la croce!

In diretta su www.youtube.com/c/beltradegabriele

Dieci cammelli

«Ho sete», è l’ultima essenza della preghiera, di ogni preghiera rivolta al cielo, o rivolta alla terra.
«Ho sete», non è un problema di giorni tristi o di circostanze sfortunate; non è caso, è invece condizione eterna. È la sete e l’impazienza di Adamo, alla cui vita non bastano tutti gli animali dell’Eden e tutto il giardino terrestre. E la sete di Dio cui non basta l’infinito del cielo.
Una delle affermazioni più belle del Catechismo dice: «Dio stesso ha sete della nostra sete. Dio desidera che noi abbiamo desiderio di lui» (CCC 2560).
All’origine, non c’è distinzione tra preghiera rivolta a un uomo e preghiera rivolta a Dio. Essa è figlia di quella sete che nel primo capitolo della Genesi è espressa con altre parole: «Non è bene che l’uomo sia solo» (Gen 2,18).
La sete di vivere: questa è la preghiera del sangue e della carne.
Così la definisce Jahvè stesso: «Il sangue di Abele grida a me dalla terra» (Gen 4,10). Questo è il primo grido che risuona nella Bibbia. Prima c’erano solo parole, balbettii di bambini o di colpevoli. La preghiera del sangue di Abele – il primo grido della Bibbia, quella di ogni uomo che ha paura di morire, il grido di ogni corpo aggredito, il grido del Giobbe eterno – grida la sete di vivere.
La preghiera non nasce altrove.
La preghiera è prima delle parole: è sete e grido.
La preghiera viene prima di te. Nasce con il bambino che nasce. Grida con il bambino che grida.
Tutta la preghiera della terra mi convoca a essere anfora e custode. Anche se è rivolta al cielo, la preghiera fa storia sulla terra. La storia è questo reticolo fittissimo di infinite seti, di innumerevoli gridi. La storia altro non è che la mappa tracciata dagli infiniti sentieri che conducono ai pozzi d’acqua, che muovono Rebecca, la Samaritana, il servo di Abramo, i suoi dieci cammelli inginocchiati davanti al pozzo, e Gesù assetato, e Dio che ci chiede da bere.
E perfino i dieci cammelli inginocchiati entrano nella preghiera, anzi sono il segno dell’alleanza con tutto ciò che vive: l’alleanza che Jahvè ha fatto con Noè (cfr. Gen 9,8-11).
Pregare è anche salvaguardia del creato: perché «ogni essere che respira sia lode al Signore» (Sal 150,5), perché l’universo è il primo tempio di Dio (Origene).
I dieci cammelli inginocchiati sono il simbolo che la preghiera non è un fatto «culturale» ma «naturale»; appartiene alle più intime fibre di ciò che esiste, di tutto ciò che vive, come domanda che non viene dalla nostra testa ma dal seme stesso della vita. Siamo abituati a sentirci dire che la preghiera è vita. Invece, all’origine, il rapporto è capovolto, è la vita che è preghiera.
Ermes Ronchi “Dieci cammelli inginocchiati” (Paoline)

Semplicità di cuore: easy!

  1. Manda subito (entro venerdì, ma se non lo fai subito… poi è più difficile!) un messaggio al numero di don Lorenzo (3477738981) scrivendo quanti siete a mangiare. Puoi anche mandare una mail a [email protected] o andare in segreteria parrocchiale.
  2. Sabato entro le 13 saprai da chi sarai ospitato o chi ospiterai. Vi potrete mettere in contatto per eventuali informazioni o segnalazioni (quindi dai fin d’ora il consenso a fornire il tuo numero a chi partecipa) e per decidere insieme a quale Messa andare.
  3. Domenica partecipa alla Messa insieme con la famiglia ospite o ospitante.
  4. Buon appetito in semplicità di cuore! Vietato fare “gare di cucina”! Vietato portare regali o qualsiasi cosa per “sdebitarsi”! L’unico debito è l’amore reciproco. Si inizia il pranzo con una breve preghiera e si favorisce il clima di ascolto e di dialogo.

Questa domenica partecipano 12 famiglie!
Domenica prossima… anche tu!!!

Dona un sorriso

Domenica prossima ricordati di venire a Messa con il carrello della spesa vuoto! Per riportarlo a casa pieno di riso!

www.celim.it

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