“Ali”

Molto amato

Si avvicina la Quaresima.
Questa domenica e domenica prossima ci introducono già a quel dono che è così grande che lo chiamiamo iper-dono: perdono. E così vi sarà già passato per la mente qualcosa del tipo: la solita storia delle confessioni…
Forse sì e forse no. Sarà l’esito al quale ciascuno può arrivare se lo vuole. Ma il vangelo di oggi ci aiuta a capire il punto di partenza: l’amore.
L’immagine può aiutare (alcuni hanno visto la scultura originale in casa mia): cosa avrà portato quella donna a quell’intimità con Gesù? E cosa avrà portato Gesù ad accogliere nella sua intimità quella donna? Dove è avvenuto il contatto più vero e profondo di Gesù con la peccatrice? Facile rispondere “nell’amore”. Ma cosa vuol dire?
Ho scritto “Intimità” per parlare della preghiera due domeniche fa e mi ritrovo ad usare la stessa parola oggi per parlare del perdono. Non so dirvi bene perché, ma credo che abbiamo bisogno di una sorta di “rivoluzione copernicana” nel nostro modo di immaginarci il Padre Eterno e il nostro rapporto con lui: abbiamo ereditato una concezione del peccato e della legge che forse è proprio quella che Gesù ha abolito! Continuiamo ad immaginarci Dio come uno “sopra” e “fuori” (estraneo) di noi. L’intimità è quella cosa per cui due persone si sentono una parte dell’altra… Io credo che senza capire questo non si possa capire il cuore di Gesù. Come il fariseo, che pure aveva invitato Gesù a casa sua.
Proviamo ad avvicinarci alla Quaresima (e a Gesù!) con la trepidazione e la determinazione di quella peccatrice!
don Lorenzo

Spesso le chiese sono costruzioni la cui base è a forma di croce: e il tabernacolo è posto come se fosse il cuore di Gesù sul legno del Calvario. Le nostre due chiese invece hanno una struttura semplice: quasi un grande salone ma con tre segni molto interessanti che annunciano la resurrezione!
Santa Maria Beltrade nel retro dell’altare ha una parete curva, arrotondata: è il nostro coro! Bellissimo nelle sue fatture in legno molto semplice che rende l’abside (si chiama così quella parte di chiesa!) veramente geniale! Sembra dirci: c’è sempre posto all’infinito per chiunque voglia partecipare alla nostra gioia! San Gabriele ha nella parte sinistra della struttura un segmento in più: come se fosse un ramo che dal tronco si apre a nuova vita! Pensate, nel progetto originario quello doveva essere l’ingresso dal cortile dell’oratorio. Ora è una cappellina chiamata dell’adorazione.
Ancora: in Santa Maria Beltrade quanti dipinti! In particolare è enorme quello sopra l’altare. Rappresenta Gesù che dona la vita e ai piedi ci sono Maria e Giovanni. Ma Gesù non sta su una croce: è appeso ad un albero! E il Calvario non è un monte spoglio: ma un giardino! Cosa ci suggeriscono questi tre segni per la nostra preghiera?
Primo segno: il coro! Attorno a Gesù si conosce la gioia di stare insieme: cantare uniti è meraviglioso! La preghiera non è mai un atto solitario: sì sei con Gesù a tu per tu ma non si è mai isolati! L’amore che sgorga dallo stare con Lui ti rende più capace di voler bene a chi ti è accanto, di perdonare chi ti ha offeso, di aiutare chi è in difficoltà.. Gesù è vivo nei tuoi gesti! Fai parte di quel coro bellissimo che ama come Gesù e canta con Lui nella vita quotidiana! Chi prega ama di più!
Secondo segno: l’adorazione del pane! Gesù risorto è vivo e presente sempre nella chiesa: ad ogni ora lo puoi incontrare nel pane consacrato riposto dentro il tabernacolo! Che bello sapere che Lui dimora lì: come uno di noi che ha il suo appartamento proprio qui.. il nostro vicino di casa! A volte il pane viene esposto: è una meraviglia! Tutti possiamo guardarlo ma soprattutto Lui può vedere noi e provare commozione per ognuno di noi. Chi prega sente Gesù vicino!
Terzo segno: il giardino! La vita di Gesù non finisce male, anzi non finisce proprio! Il legno della croce da strumento di tortura e morte diventa un albero che fiorisce: perché Gesù è così tanto pieno di amore che trasforma in vita tutto ciò che tocca, perfino la tomba! Chi prega rende il mondo pieno di vita!
don Giuseppe

PREGHIERE DEI FEDELI

Preghiamo insieme e diciamo: Donaci, Signore, la tua misericordia.
Voglio l’amore e non il sacrificio. Non è più il sangue versato o la morte violenta quello che ci avvicina a Dio ma la rinuncia al proprio orgoglio: per tutti i credenti in Dio perché si uniscano nella ricerca della pace. Ti preghiamo.
Cristo vive in me. Nella giornata della Vita onoriamo Gesù presenza viva in ogni cuore: per ogni creatura che viene alla luce su questa terra perché si senta amata e accolta. Ti preghiamo.
Sono perdonati i suoi molti peccati perché ha molto amato. Ci sono persone schiacciate dal peso dei loro enormi sbagli, alcuni chiusi in carcere, altri liberi ma tristi: soffi il vento gagliardo dello Spirito Santo che sprigioni amore e così il pentimento vero. Ti preghiamo.
Affrettiamoci a conoscere il Signore. Oggi raccogliamo viveri per i poveri del quartiere: perché la nostra comunità pastorale riconosca Gesù nelle persone affamate, assetate, nude, straniere, ammalate, in carcere. Ti preghiamo.
Questa vita la vivo nella fede del Figlio di Dio. Per Luigi Zappa, Aldo D’Antuono, Gerardo Chetta De Thomatis e tutti i defunti. Ti preghiamo.

Prima domenica

•    Il gesto da non perdere è recarsi TUTTI all’altare nel momento dell’offertorio: il Signore accoglie la nostra vita e la trasforma come il pane e il vino… diventa cibo per i fratelli!
•    Chi si è ricordato dei suoi fratelli più bisognosi mentre faceva la spesa può deporre generi alimentari ai piedi dell’altare (come dalle origini si fa nella Chiesa!).
•    Chi vuole può fare un’offerta in denaro per la Caritas negli appositi contenitori, sempre ai piedi dell’altare.
•    Dopo la Comunione passano comunque i cestini per chi vuole contribuire ai bisogni ordinari della Parrocchia.

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