“Ali”

Intimità

Per ben che la vada la prima immagine che ci viene in mente per dire “intimità” è quella della biancheria intima (più o meno provocante), ma l’intimità è una cosa molto seria, il cui nucleo originario probabilmente è il medesimo, meraviglioso, misterioso e indisponibile nucleo originario della vita stessa!
Il corpo di un lattante entra in così profonda intimità con il corpo della mamma che da esso addirittura riceve cibo, vita!
Perché mai Gesù ci ha detto: “Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro”? Oppure: “Mangiate, questo è il mio corpo”? E perché ai discepoli che gli hanno chiesto di insegnar loro a pregare ha risposto: “quando pregate dite: abbà…” (cioè papà)?
Forse non tutti hanno realizzato che nel 2025 ci sarà il Giubileo e che il Papa ha detto che il 2024 è un anno dedicato alla preghiera in preparazione al Giubileo. Ma non so nemmeno se ci ricordiamo che noi ambrosiani abbiamo dedicato l’anno pastorale 2022-2023 alla preghiera, come ci ha scritto l’arcivescovo nella lettera “Kyrie alleluia amen”. Quando si parla di preghiera secondo me il rischio è di cadere in un inganno: pensare a Dio come ad una persona “esterna” con la quale ci dobbiamo relazionare attraverso questa pratica (a volte misteriosa e faticosa) che sarebbe la preghiera… ma Gesù ci ha fatto intuire cha la sua relazione col Padre è di profonda intimità, cioè qualcosa che ti fa sentire l’altro come te stesso.
Ecco… in questo anno sarà giusto e bello fare incontri, leggere libri, sperimentare forme di preghiera, seguire “esercizi” spirituali, aiutarsi a pregare gli uni gli altri, in coppia, in famiglia, nei gruppi… e certamente il primo ad averne bisogno sono io, ma se mi chiedete di parlarne, temo di non riuscire a dire molto di più di quello che ho scritto qui!
don Lorenzo

Riparo protezione accoglienza

Davanti al supermercato ci sono i parcheggi, davanti al condominio una portineria, all’ingresso di una villa il giardino, e prima di accedere alla casa comunale una piazza o davanti alla scuola un atrio abbastanza capiente: dove gli uomini si radunano per vivere c’è sempre uno spazio di intro, una zona di inizio. Nella chiesa, per la porta di ingresso, vi si arriva attraversando un’area chiamata SAGRATO. Vi siete mai domandati che senso ha?
Nelle nostre due costruzioni molto diverse una cosa le accumuna: il porticato che offre un senso di riparo e di raccoglimento. Ma come è ben visibile, ogni chiesa ha una sua caratteristica propria: Santa Maria Beltrade offre una piccola piazzetta protetta da cancelli e ornata con del verde, mentre San Gabriele ti accoglie con una serie di gradini mica da ridere e sei subito dentro.

IL RIPARO. Il bellissimo salmo 84 dice: “anche il passero trova una casa e la rondine il nido dove porre i suoi piccoli, presso i tuoi altari, Signore”.. ecco la prima regola per entrare nella preghiera ogni volta che lo si desidera! Entrare in quella casa che è il nostro cuore.. prima che in chiesa l’incontro con Dio avviene nel cuore che desidera entrare in relazione con LUI.

LA PROTEZIONE. Lo spazio tra la strada e la chiesa è vuoto (e dovrebbe rimanere tale sempre!) perché viene custodito il segreto per un vero incontro con il Signore: il silenzio! Non aver paura di questa parola: il silenzio delle labbra sveglia la voce che abita il silenzio. Lo Spirito Santo. Seconda regola: chiedi il dono dello Spirito di Dio per entrare in sintonia con l’invisibile!

L’ACCOGLIENZA. Spesso ci sono dei gradini davanti ad ogni chiesa: non per scoraggiare l’ingresso, anzi! È come un invito scritto sulla pietra per innalzare la tua anima verso colui che “i cieli dei cieli non possono contenere”. Certo che ci vuole sforzo e fatica! Tutto ciò che vale merita la fatica: e qui si tratta di un incontro che ti cambia in meglio la vita! Ecco la terza regola: raccogliti, cioè concentra cuore e mente verso Dio e Gesù ti accoglierà!
don Giuseppe

PREGHIERE DEI FEDELI

Preghiamo insieme e diciamo: Ascoltaci, Padre buono.

Su questo monte. C’è un luogo ben preciso dove la mano di Dio si posa per eliminare la morte, guarire le ferite e radunare gli uomini in un lieto banchetto di comunione: su questo monte! Ogni chiesa è “questo monte”! Perché cresca il desiderio di preghiera nella nostra comunità pastorale. Ti preghiamo.
In Lui sono nascosti tutti i tesori della sapienza. L’amore per Gesù vivo e risorto ispiri e guidi la testimonianza di tutte le persone impegnate nella catechesi e nel trasmettere l’immenso tesoro della nostra fede con creativa vivacità. Ti preghiamo.
Qualsiasi cosa vi dica, fatela. L’inizio dei segni di Gesù è un atto di obbedienza: per tutti i giovani del nostro quartiere, perché siano nutriti con parole profonde dagli adulti che li guidano e abbiano la forza di scegliere il meglio per la loro anima. Ti preghiamo.
Vi fu una festa di nozze. Quanto sono diventate rare le feste di nozze: l’alleanza di amore che invita Dio nella propria casa in costruzione. Per coloro che si amano, perché cerchino Dio come perno della loro comunione intima. Ti preghiamo.
Il Signore libererà il misero che invoca. Per tutte le persone rovinate nel corpo e nell’anima dall’odio e dalla guerra: Signore ispiraci azioni e preghiere efficaci per liberarli e curarli. Ti preghiamo.
In Lui camminate, radicati e costruiti su di Lui, saldi nella fede. Per Severina Fierro e Marino Beluffi che in questa settimana abbiamo accompagnato alla casa del Padre e per i nostri defunti. Ti preghiamo.

Parola in coro

Sono ripresi gli incontri: mercoledì ore 20.30 in cappellina a SMB

Gruppo Nicodemo

•     Lunedì 22/01         11.00 a SMB incontro con don M. Mindrone
•     Lunedì 05/02      Gita a Concenedo (incontro sulla preghiera)

Occorre iscriversi per il pranzo del 22 e per la gita!

-> Scarica Ali_230_14-01-2024-1.pdf