“Ali”

Circolo?

Il titolo suggerisce la risposta, ma solo guardando la foto credo che per molti non sarebbe facilissimo capire che si tratta del soffitto del “circolo”.
È certamente lo spazio più utilizzato in oratorio… da quando esiste (chiedetelo anche ai più anziani che ci giocavano anche a biliardo!). Lo usiamo per mangiare, pregare, fare festa, fare i compiti, fare riunioni, vedere video… E adesso cosa succede? Quelli che vedete nella foto sono dei pannelli fonoassorbenti che verranno nascosti nel controsoffitto. Praticamente non cambia niente!!! Ad uno sguardo un po’ distratto potrebbe anche succedere di non accorgersi di nulla. Ma alle orecchie certamente no!!!
Qualcuno potrebbe pensare che sia inutile impiegare tempo e denaro per non cambiare “niente”! Io sono molto convinto che in un posto così sia veramente un dono grande potersi ascoltare bene! È la cosa più importante che facciamo quando ci incontriamo. Chi verrà a fare i compiti potrà ascoltare molto meglio le parole dei volontari che lo seguono, chi viene a mangiare potrà – persino! – capire quello che dice chi è seduto di fronte a lui…  alla fine di un pranzo dell’oratorio estivo si potrà tornare a giocare senza rischiare di tornarci con il mal di testa e durante una riunione capiremo meglio quanto ci dicono gli altri… e il Signore (che attraverso di loro ci parla)!
Dopo questo piccolo (ma neanche tanto!) intervento ci sarà dunque finalmente qualcosa di nuovo. Se chiediamo ai ragazzi cosa sia un “circolo” ci potremmo certamente divertire a sentire le risposte… ma sarà difficile che azzecchino quella giusta. Perché allora continuare a chiamarlo così solo perché si è sempre chiamato così?! Magari anche solo “salone” potrebbe essere un passo in avanti verso la novità.
don Lorenzo

Potatura, stralciatura, legatura

La stagione è quella in cui si prepara il futuro. Il freddo impedisce ai tralci di soffrire troppo perché è come se la linfa decida di rallentare il suo rapido scorrere. Dunque si interviene per disporre al meglio la pianta perché porti più frutto.
Potare è un po’ come la confessione. Liberi il tuo cuore dei rami che non potranno fare il bene: avviene come uno snellimento che favorisce il nascere di nuove gemme. Al vedere uno che pota ti domandi quanta esperienza ci vuole per scegliere il ramo da far crescere e tagliare tutti quelli che sono un di più? Ci sono delle regole da seguire -racconta Pietro, il nostro vignaiolo – perché la vite è un rampicante ed è molto prolifico. Ecco il primo consiglio!
Stralciare è un atto di pura energia. Con i guanti afferri i rami tagliati dalla potatura e li stacchi dalla pianta. Tanta forza ma non a caso. La forza non basta perché va dosata con il cervello che ti dice dove tirare e come levare i legami nascosti della pianta con i fili che la reggono. Paletti e fili sostengono e facilitano l’esposizione al sole dell’uva che crescerà meglio. Tanta energia ma dosata, non per distruggere ma per liberare la strada del nuovo raccolto. Proprio come quando giochi accanto ai più piccoli e ci metti grinta e passione dosando la forza per non umiliarli o scoraggiarli perché tu animatore sei di un altro livello. Secondo consiglio!
Legare chiede tanta pazienza. È come quando correggi qualcuno: lo devi fare perché sai che è il suo bene, ma con delicatezza senza spezzarlo con parole che lo condannino e basta. Il nuovo ramo scelto viene accompagnato sul filo e legato in modo tale che le sue gemme possano fiorire e crescere verso l’alto. Occorre fare attenzione che il ramo non si spezzi: lentamente e delicatamente si accompagna la piegatura. Terzo consiglio!
Tre giorni di vacanza con gli adolescenti: tre ottimi consigli non solo per lavorare nella vigna…
don Giuseppe

PREGHIERE DEI FEDELI

Preghiamo insieme e diciamo: Ascoltaci, Padre buono.

L’empio abbandoni la sua via e l’uomo iniquo i suoi pensieri. Il dono dell’Incarnazione è una occasione di Grazia: perché i cuori più induriti dal male e le persone sprofondate nella cattiveria sentano l’invito al cambiamento. Ti preghiamo.
Abbattendo il muro di separazione che li divideva. Solo il principe della pace, Gesù, può operare una vera svolta di riconciliazione tra i popoli in guerra liberandoli dalla rabbia e dalla violenza. Ti preghiamo.
Vide squarciarsi i cieli e lo Spirito discendere verso di lui. Nel battesimo di Gesù, dal cielo irrompe sulla terra una forza di fiducia, di comunione, di amore che non ha eguali: possa lo Spirito renderci liberi dai pregiudizi e aperti alla fraternità dei figli di Dio. Ti preghiamo.
Tu sei il figlio mio, l’amato. A volte manca qualcuno che sulla terra pronunci le stesse parole di amore del Padre per Gesù: per le persone orfane, per chi non ha trovato nella sua esistenza adulti capaci di prendersi cura della sua crescita, per chi è stato abbandonato e dimenticato. Ti preghiamo.
La voce del Signore è sopra le acque. Per le suore di clausura, per gli uomini che si dedicano alla preghiera continua, per i missionari e tutte le consacrate che si dedicano all’educazione dei giovani: possa la voce del Signore ispirare e guidare in ogni decisione. Ti preghiamo.
Gloria e lode al tuo nome, Signore. Per suor Annunciata Fumagalli delle figlie della Presentazione che ha vissuto diversi anni a santa Maria Beltrade e per i nostri defunti. Ti preghiamo.

Lavori in corso

Durante questa settimana (8-12 gennaio)

      non c’è catechismo
•      non c’è doposcuola

a causa dei lavori per l’insonorizzazione del salone dell’oratorio.
Ci saranno nuovi avvisi sia per la ripresa delle attività sia… sui lavori!

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