“Ali”

Reciprocità

Il catechismo non si é mai fermato, nemmeno nei momenti più critici della pandemia. Ha sempre trovato modalità creative per svolgere il suo prezioso compito! Ora che le cose ritornano verso la “normalità”… il catechismo ci stupisce sempre!

Un altro stile. Ci si trova a piccoli gruppetti condividendo l’aperitivo prima di cena. Le mamme si siedono e ci si ascolta. Senza fretta si sperimenta un briciolo di fraternità. Viene spontaneo condividere anche le tensioni e le aspettative. I ritmi delle nostre giornate per dei genitori sono intensi e chiedono molta energia. Si sta attorno al tavolo con leggerezza e simpatia, aiutandosi a vincere le timidezze e le fatiche linguistiche.
Poi arriva la domanda: “Cosa ci suggerite per il catechismo dei vostri figli?”. In genere i genitori non se la aspettano una domanda così! Il silenzio imbarazzante dura pochi attimi: come a dire “siete voi a spiegarci cosa farete nel catechismo!”. La situazione è volutamente ribaltata. Ma le parole trovano presto la strada. Che ricchezza di condivisione: a partire da tutte quelle novità sperimentate nel periodo del lockdown o confinamento ci si sollecita reciprocamente per il bene dei nostri piccoli. È una meraviglia! Adulti che generano attenzione condivisa per l’invisibile: questa sì che è vita! Così il percorso del catechismo nasce dall’ascolto reciproco e dallo sperimentare queste briciole di fraternità che, son sicuro, saranno ciò che rimarrà veramente impresso nel cuore dei ragazzi.. e anche nel nostro!
don Giuseppe

Don Pino Penuti

Ordinato sacerdote a soli 22 anni nel 1953, ha svolto i suoi primi 20 anni di ministero a Santa Maria Beltrade (fino al 1973).

Da martedì 5 ottobre è in paradiso!

 

 

Messaggio dell’Arcivescovo

Milano 7 ottobre 2021
B.V. Maria del Rosario

Desidero partecipare alla preghiera di suffragio e di riconoscenza di coloro che hanno conosciuto, stimato e amato don Giuseppe Penuti.
L’incontro con lui è stato sempre per me, come per tutti, motivo di edificazione e di ammirazione: lasciava sempre la percezione di un uomo di Dio che coltivava quella spiritualità dell’attenzione che mantiene vigili, vivaci, “giovani” si direbbe anche quando gli anni si accumulano.
Attento a Dio, attento alle persone, attento alle vicende del mondo, sempre vedendo in ogni cosa motivi di preghiera e di riflessione.
Entra ora nella gioia di essere tutto rivolto a Dio per vedere Dio così come egli è e aiutare tutti noi a tenere fisso lo sguardo su Gesù.
Che la sua testimonianza porti frutto.
Mario Delpini

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