“Ali”

Che maggio!

Non so tutto (perché intuisco che in alcune cose è meglio lasciar fare), ma sento che c’è un gran fervore… idee, inviti, incontri… piccoli, grandi, vicini, lontani…
Ma che succede?
Io spero che il mese che iniziamo oggi ci porti fuori dal rischio del contagio.
Spero che il sole inizi a risvegliare i nostri corpi un po’ rattrappiti da lunghe restrizioni… che la luce renda più sereni i nostri pensieri troppo ripiegati su noi stessi…
Spero anche che la Comunità dei cristiani che vivono a Santa Maria Beltrade e San Gabriele trovi un suo volto, una sua identità, una capacità di mettersi in dialogo con il mondo in cui vive… e dunque la capacità di far risuonare la parola di salvezza destinata a tutti gli uomini.
Spero che l’occasione dell’anniversario di un servitore di passaggio possa risvegliare in tutti la consapevolezza che un gregge per quanto piccolo ha sempre un pastore: Gesù!
Spero che ciascuno di noi possa guardare a Maria come sorella amica e madre intelligente e amorevole…
Spero – e so! – che le tantissime occasioni che sono state organizzate ci faranno crescere.
Nessuno dica: “solite cose”, perché siamo cambiati noi!
Lasciamoci guidare dallo Spirito in questo mese di rinascita e di vita nuova!
Ancora: buona resurrezione!
dL

NON TEMERE PICCOLO GREGGE

Qualcuno l’ha contato! Nella bibbia NON TEMERE è scritto 365 volte. Dio te lo dice ogni giorno dell’anno. Ma questa volta è particolare.
NON TEMERE è detto da Gesù ai discepoli, ai suoi amici nell’insieme. È un rassicurare ciascuno personalmente ma perché dentro un gruppo, una comunità. “Non andate in ansia” – dice Gesù –  come deduciamo dal contesto del discorso. Ci sono delle priorità per la vita quando si è miei amici: io desidero rendervi leggeri e sereni. E potete esserlo innanzitutto perché vi ho scelti INSIEME: non siete più da soli ad affrontare le preoccupazioni e i guai della vita.

Il consiglio pastorale propone di ascoltare questa parola insieme preparando la festa a Dio per il XXV del nostro parroco il 6  giugno.

 Bellissimo è l’appellativo “piccolo gregge”! Non trovate? Ti fa respirare una tenerezza, una carezza amorevole, un incoraggiamento di cuore. Non ha niente del rimprovero per non aver raggiunto l’obbiettivo del “grande”, non c’è il minimo accenno all’amarezza per un deludente numero esiguo, non si fa cenno ad un pesante sottolineare chi potrebbe esserci ma non c’è per colpa di qualcuno!

Per questo motivo la celebrazione dell’anniversario non ha come protagonista don Lorenzo ma il piccolo gregge che siamo. Amati da Dio che nella nostra storia ci ha regalato diversi pastori. In maggio desideriamo invitarli qui tutti!

Le parole di Gesù sono dolcissime: “Non temere, piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto dare a voi il Regno.” Svelano una piacevolezza di Dio: regalare il suo Regno. Cosa ama il Padre? Darci il meglio. Offrirci il Suo Tesoro nello Spirito. È un dono immenso fatto alla nostra comunità proprio attraverso il cuore dei pastori che Lui ha scelto per il nostro gregge.

L’occasione è la preghiera del Rosario con Maria: stupendo!

don Giuseppe

Voi opponete resistenza allo Spirito

LA PARRESIA

Stefano ha a che fare con le stesse persone che hanno condannato Gesù e non si aprono al disegno di Dio. Con tutta franchezza li invita a non opporsi allo Spirito Santo che apre una strada nuova. Stefano è un giovane convinto e determinato, ha studiato e affronta con coraggio il dialogo anche se difficile, non si tira indietro. Così è il racconto di Padre Agostin missionario da più di dieci anni ad Hong Kong.

Ciao a tutti,
saluti da Hong Kong, Cina. Sono Padre Agostin missionario del PIME. Sono più di nove anni che vivo qui in Cina. Ringrazio Dio sempre per avermi fatto conoscere il suo amore tramite tutte le persone che ho incontrato, specialmente quando ero in seminario, a Monza in Italia. Questo pensiero mi sostiene tanto nella mia vita, soprattutto in quest’ora buia e triste per i due luoghi che amo di più: il Myanmar dove sono nato e cresciuto e Hong Kong dove ora annuncio il vangelo. Gesù è l’unica ragione che mi dà la forza di andare avanti nel campo della missione fra le difficoltà – molte – e le gioie – poche – nell’essere testimone del suo amore per tutti.
La situazione qui a Hong Kong è scoraggiante. L’introduzione della legge sulla sicurezza nazionale ora ci mette in una continua tensione: siamo nell’incertezza per ogni cosa, oggi non sappiamo cosa si potrà fare domani. All’inizio, avevamo solo dei dubbi che ci davano preoccupazione, ma ora il disegno di questa legge è più chiaro: siamo minacciati! La nostra presenza di missionari qui a Hong Kong non è più sicura: rischiamo l’espulsione. Questo ci fa molto soffrire.
Viviamo una stagione di cambiamenti: da qualche anno si respira un’aria di restrizione della libertà in vari aspetti. Per il governo comunista di Pechino “tenere tutti sotto controllo” è ciò che conta più di tutto. Un amico dalla Cina continentale una volta mi ha detto: ‘la tua libertà è quello che il governo stabilisce per te. Non si discute’. Noi, come missionari del PIME, non sappiamo fino a quando potremo rimanere a Hong Kong dopo più di 150 anni di presenza qui. Ad oggi noi siamo convinti di non lasciare questo posto fino a quando saremo cacciati. Il vero scopo della nostra presenza qui è quello di poter un giorno evangelizzare la Cina.
In questi anni tanti giovani lottano per la liberà e subiscono violenza e prigionia. Molte famiglie cercano di lasciare questa città per migrare in altre parti del mondo. Ciò che ci stupisce è che la chiesa di Hong Kong cresce con nuovi battesimi degli adulti ogni anno. Questo vuole dire che lo Spirito Santo sta lavorando fra di noi. La gente di qui ha sete del bisogno spirituale e vuole rispondere con tanto entusiasmo e senza paura alla chiamata di Dio sentita nel profondo del cuore.
Nel cuore ho coraggio. Mi viene dal Signore. Ma anche per la mia terra di origine sono in grande pena. Avevo in programma di tornare a casa mia in Myanmar. Ma come sapete dal 1° febbraio di quest’anno, la situazione è pericolosissima. In Myanmar c’è stato un colpo di Stato che nessuno si aspettava. Siamo molto arrabbiati perché dopo una lunga dittatura il mio paese aveva appena cominciato a cambiare verso la democrazia.
Ora di nuovo la Giunta che ha preso il potere sta facendo piombare il paese nel terrore. Le cattiverie a cui assistiamo, le torture, i pestaggi, le uccisioni di coloro che protestano per strada fino a bruciare i loro corpi: mi rendono così triste e provo tanta rabbia. Fino ad adesso più di 700 morti.
La maggioranza delle vittime sono giovani. Vorrei essere lì e fare come quella suora che in ginocchio per strada supplica i soldati di non far del male a quei ragazzi che protestano pacificamente. Pregate insieme a me perché smettano queste violenze. Si assiste ad un altro segno mai visto prima: si respira unità fra di noi che siamo buddisti, cristiani protestanti e cattolici, mussulmani, induisti.
Vi chiedo di pregare per me, per il popolo del Myanmar e anche per la chiesa di Hong Kong e Cina: durante questo tempo di difficoltà Dio ci guidi come ha guidato il popolo Israele dall’Egitto alla terra promessa. E continuiamo a pregare anche per tutto il mondo.
Padre Agostin 

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