Consiglio Pastorale

Signore, insegnaci a pregare!

Sì, certo, ieri alla riunione del Consiglio Pastorale si è parlato di tante cose concrete: è stata presa in considerazione l’idea di aggiungere un’altra Messa prefestiva al sabato, si è pensato di spostare l’orario delle Messe pomeridiane alle 18,15 in entrambe le chiese della Comunità Pastorale, si sono fatte proposte su quale “taglio” dare all’imminente festività dei Santi.

Tutto questo è vero.

Tuttavia, se davvero si vuol raccontare l’incontro di ieri, bisogna riconoscere che ciò che è emerso con maggiore forza è una domanda identica a quella che San Luca riporta in uno dei versi più commoventi del suo Vangelo: “Signore, insegnaci a Pregare!”.

E sì, perché la recente settimana di preghiera ha lasciato in molti il desiderio di approfondire la questione, di “istituzionalizzare” cioè alcuni momenti di preghiera comunitaria per evitare che quell’esperienza muoia là.

Il Consiglio Pastorale, quindi, ha ben compreso l’insegnamento di San Giovanni Paolo II, che all’inizio di questo millennio ci ricordava che “è necessario imparare a pregare”, perché la preghiera “è il segreto di un cristianesimo veramente vitale, che non ha motivo di temere il futuro”; e allora “le nostre comunità cristiane devono diventare autentiche ‘scuole di preghiera’ … occorre allora che l’educazione alla preghiera diventi in qualche modo un punto qualificante di ogni programmazione pastorale”.

Pertanto, è indispensabile comprendere e far comprendere che non dobbiamo pregare solo perché desideriamo Dio, ma soprattutto perché è Dio a chiedercelo. L’uomo cerca Dio, ma Dio lo cerca molto di più: “pregate sempre” (Lc 18, 1), “vegliate in ogni momento pregando” (Lc 21, 36), “in ogni occasione pregate” (Ef 6, 18). La prima chiamata che Gesù rivolge a tutti noi è quella della preghiera, perché attraverso la preghiera potremo conoscere il volto di Dio e conoscere noi stessi, la nostra identità più profonda.

Il Consiglio Pastorale sa bene, comunque, che la preghiera comunitaria ha bisogno della preghiera personale, senza la quale rischierebbe di rimanere superficiale e sterile.

Insomma, la nostra vita vale quel che vale la nostra preghiera!