Consiglio Pastorale

Tre in uno

Si riparte: pronti, via!

Archiviata la quarantena, il Consiglio Pastorale torna a riunirsi fisicamente per dare inizio a una nuova era. Si tratta di un periodo fondativo, di quelli che possono fare la storia di questa comunità. Dipende da noi.

Cose grosse, pare di capire. E allora procediamo con ordine.

Sono state individuate tre priorità: l’aiuto materiale ai bisognosi, l’educazione dei giovani, l’attenzione ai più deboli. Sono quindi stati formati tre gruppi che rispettivamente dovranno occuparsi di queste tematiche (gruppo carità, gruppo oratorio e gruppo anziani), per dare consistenza operativa ai progetti.

Ma solo apparentemente si tratta di tre attività distinte. In realtà, se ci pensate, si tratta pur sempre della stessa cosa. Mi spiego meglio: se è vero che “la più grande carità è l’educazione” (come sosteneva don Giussani), ci rendiamo subito conto che, occupandosi di oratorio, in realtà ci si occupa di carità; e poi, se è vero che il livello di civiltà di ogni comunità si misura dall’attenzione che riserva ai più deboli, ci si accorge che prendersi cura degli anziani equivale non soltanto a porre in essere gesti di carità, ma anche a esercitare un’attività in qualche modo educativa, perché aiuta la persona a crescere.

Insomma, si tratta di un fenomeno che ben dovremmo conoscere e che richiama qualcos’altro di molto più grande, cioè l’unità delle diversità: tre gruppi in uno.

E finiamo con un’avvertenza.

Inizia il periodo del “fare”. Dobbiamo, quindi, stare attenti a curare anzitutto la vita interiore, affinché le nostre opere siano l’esito, il frutto, il traboccamento della nostra vita interiore e non si riducano ad attività che in qualche modo affermino e realizzino noi stessi; sarebbe ben misera cosa, si tratterebbe solo di opere di uomini e ben sappiamo che il rischio di far retrocedere la carità a semplice filantropia è sempre in agguato.